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Il deputato Antonino Lo Presti (Pdl) “OTS: Lavoriamo alla stesura di una nuova legge”

CEDIFOP news n. 32 - Febbraio 2009 - articolo 056
Il deputato Antonino Lo Presti (Pdl) “OTS: Lavoriamo alla stesura di una nuova legge”
(di Salvatore D'Anna)

Da trent’anni in Italia non c’è una chiara disciplina professionale nella subacquea (sportiva, ricreativa, industriale). Il vuoto legislativo fa sì che non esista una definizione certa per indicare “chi sono” gli operatori subacquei e iperbarici e non c’è una legge che li tuteli, per esempio, in caso di infortuni sul lavoro. Un problema spinoso, che investe oltre al riconoscimento delle qualifiche professionali anche la sfera della sicurezza nel lavoro. Gli operatori del settore chiedono sempre più insistentemente un disegno di legge nel settore, un documento rispondente alle esigenze delle diverse categorie di lavoratori subacquei. Attualmente essi fanno riferimento a un decreto ministeriale, che risale al 13 gennaio 1979, su “Istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale”, con cui nasceva un apposito registro tenuto dalle Capitanerie di Porto. Da allora tutto è rimasto immutato, mentre nel resto del mondo i legislatori mettevano ordine al settore con provvedimenti e leggi. Negli ultimi dieci anni, a partire dal 1997, diverse proposte di legge sono state formulate, ma nessuna ha mai completato l’iter parlamentare e quindi è stata mai approvata.
Qualcosa però si sta muovendo. Il centro studi Cedifop di Palermo, diretto da Manos Kouvakis, da qualche anno sta lavorando nel tentativo di sensibilizzare i legislatori sui problemi del settore. Adesso è in fase di compilazione un testo di legge che potrà colmare il vuoto normativo esistente. Promotore del disegno di legge, il deputato nazionale del Pdl On. Avv. Antonino Lo Presti. “Il ddl si rende necessario – dice Lo Presti -. Questo è un settore lavorativo diverso dall’attività sportiva e/o ricreativa. Molti equivocano sul contenuto di queste mansioni. L’assenza di una normativa che regolamenti la sicurezza in questa attività deve essere assolutamente rimediata ed ecco il motivo per il quale insieme con il Cedifop stiamo cercando di approntare un testo di legge da sottoporre all’approvazione del Parlamento e attraverso il quale si possa finalmente mettere ordine al settore subacqueo”.

Il deputato del Pdl prova a spiegare i motivi che stanno dietro questo “buco” normativo lungo trenta anni. “C’è stata forse un po’ di trascuratezza da parte della politica, ma anche da parte degli organismi preposti a regolamentare la materia della sicurezza del lavoro in questo specifico settore – osserva Lo Presti -. Probabilmente è mancata una certa sensibilità a spingere e insistere presso gli organi competenti e in particolare presso il Parlamento perché si legiferasse. Nessuna pressione è arrivata neanche dal mondo della previdenza e dal settore assicurativo che presiede la tutela e l’incolumità dei lavoratori. Per troppi anni – continua - questo importante settore è stato trascurato, forse perché è un comparto dove il numero degli occupati è minore rispetto alle grandi unità cui siamo abituati in molti altri campi, e dove probabilmente l’incidenza degli infortuni, pur seri e rilevanti, si avverte meno rispetto ad altri settori, penso per esempio all’industria metalmeccanica e all’edilizia, e non crea un allarme sociale”.
Quali saranno le novità contenute nella nuova legge? “Le stiamo valutando. Non è semplice scrivere una legge che in qualche modo possa distinguere nel dettaglio le singole figure professionali e attribuire ad esse delle prerogative definite – osserva Lo Presti -. Il testo di legge si prefigge però di dare degli indirizzi ben precisi al governo affinché poi sia l’esecutivo a scendere nel dettaglio delle singole figure professionali, soprattutto per regolamentarle sotto l’aspetto delle tutele. Sarà insomma una legge quadro con deleghe sulla base di principi comunque fondamentali”.

Un team di tecnici ed esperti sta mettendo a punto il testo. “Avevamo avanzato una prima ipotesi – dice l’onorevole Lo Presti -, però non è stata portata all’attenzione delle commissioni perché ci siamo accorti che bisognava migliorare il testo e adesso ci sono dei tecnici che stanno lavorando in tal senso. Io, dal punto di vista politico, mi farò carico del compito, quando il testo sarà pronto, di promuoverlo e di portarlo avanti quando l’iter sarà avviato. A quel punto – dichiara - le commissioni parlamentari interessate potranno sviluppare delle audizioni, chiedere ad altre realtà ed altri esperti informazioni e pareri sul testo in discussione e quindi arricchirlo, così come si fa in qualsiasi percorso legislativo”.

I passati ddl regolavano principalmente e fondamentalmente la subacquea sportiva. “Questa è forse la prima volta in cui si vuole regolamentare l’attività subacquea professionale lavorativa – conclude Lo Presti -, quella specifica che attiene più all’attività imprenditoriale. Bisognerà vedere se in Parlamento poi le forze politiche si impegneranno a portarla avanti. Io farò del mio meglio perché sia così”.

Ottimista il direttore del Cedifop Manos Kouvakis. “Il decreto legislativo del 1979 che ha regolarizzato fino ad oggi la categoria dei sommozzatori in servizio locale – dice - è ormai poco incisivo. Siamo fiduciosi che questo testo, che soddisfa i bisogni di un settore che ha problemi sempre maggiori, possa approdare presto in Parlamento e completare l’iter legislativo in breve tempo”.

 
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