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CEDIFOP articoli 2007
19-01-15

 

©  CEDIFOP 2004 tutti i diritti riservati

La storia CEDIFOP raccontata in 33 articoli, pubblicati in 18 news mensili dal 2006 ad oggi
 

Anno 2007 (n. 26 articoli)

CEDIFOP news n. 18 - Dicembre 2007 - articolo 033

OTS: Esercitazione di rilevamenti batimetrici in area portuale  

(di Nini Radicini)

Venerdì 9 novembre, gli allievi OTS - Operatori Tecnici Subacquei del CEDIFOP hanno compiuto una esercitazione di notevole importanza didattica e operativa presso il porto di Termini Imerese. L'obiettivo era la rilevazione della batimetria di un tratto del molo. La batimetria è la misurazione delle profondità dei fondali marini e dei laghi. E' essenziale prima della progettazione di qualsiasi opera ingegneristica e, in genere, in ogni occasione in cui è necessario avere a disposizione una rappresentazione grafica del fondale, ad esempio per monitorarne i processi di erosione o di insabbiamento.

A questa esercitazione gli allievi OTS sono giunti dopo aver svolto la prevista fase di addestramento in piscina (immersioni alla profondità di cinque metri) con l'utilizzo dell'equipaggiamento e degli strumenti specifici. In particolare, con riferimento all'esercitazione, hanno dovuto apprendere tutte le funzionalità del casco Kirby-Morgan, del Pannello di controllo, dei collegamenti ombelicale-aria-telecomunicazione, di tutte le procedure di preparazione dell'immersione e della gestione successiva, sia in acqua sia a terra. L'OTS infatti svolge il suo lavoro all'interno di una squadra, composta da unità addette a compiti precisi, ognuno determinante per portare a termine in modo ottimale il lavoro assegnato.

Giunti sul molo, dopo l'autorizzazione della locale Capitaneria di Porto, gli allievi, con la supervisione degli istruttori del CEDIFOP, hanno iniziato a mettere in atto le procedure previste. Sono stati divisi in due squadre, ognuna delle quali doveva realizzare una postazione da cui svolgere le operazioni previste dall'esercitazione. Ai responsabili delle due squadre è stata consegnata una Check List, un protocollo di lavoro con tutte le fasi operative e di controllo a cui le squadre devono attenersi durante il lavoro, confermando passo-passo l'attuazione di quanto indicato, a partire dalla preparazione e dell'attrezzatura e dal controllo del funzionamento di ogni strumento. Una fase tutt'altro che di routine, durata oltre un ora.

Completata la verifica, è iniziata preparazione degli OTS. In ognuna delle postazioni dovevano esserne equipaggiati due: il Diver, che si immerge per svolgere il lavoro assegnato; il Diver in Stand by, pronto, a terra, per intervenire nel caso di un problema al Diver, che è sempre in contatto telefonico con la postazione attraverso uno dei cavi che collegano il casco Kirby-Morgan con il Pannello di controllo. Nell'eventualità che in fase di controllo degli strumenti, il collegamento telefonico non fosse funzionate, lo Stand by si immerge insieme al Diver.

Intanto si completava la costruzione del perimetro entro cui eseguire la batimetria: un quadrilatero di 80x50 metri, con boe e bandiere di segnalazione. A partire dal molo fino al lato opposto del perimetro, sono stati stesi alcuni cavi con dei nastri posizionati a distanze differenti. Il Diver aveva il compito di individuare ognuno dei nastri, leggere la profondità a cui si trovava e comunicarla alla postazione. Alla fine delle misurazioni, i dati di ognuna delle postazioni sono stati raccolti ed è stato realizzato un grafico.

Un lavoro dimostratosi utile oltre l'esercitazione, perché utilizzabile anche in altri contesti. Per gli allievi del CEDIFOP una giornata a contatto diretto con uno dei tanti settori in cui può essere impiegato un OTS.

 

CEDIFOP news n. 18 - Dicembre 2007 - articolo 032

Il CEDIFOP va in TV  

(di Salvatore D'Anna)

Il centro studi diretto da Manos Kouvakis è stato protagonista di una puntata della trasmissione televisiva "Cult", che è andata in onda venerdì 23 novembre alle 20,30 sul canale 848 di Sky "Oasi Tv", l'emittente dell'opera Oasi Maria SS di padre Luigi Ferlauto, con sede a Troina, in provincia di Enna.

La troupe del programma, composta dalla conduttrice Valentina La Ferrera e da due operatori, il 28 settembre per un'intera giornata ha seguito gli allievi e i docenti del corso CEDIFOP per aspiranti OTS (operatore tecnico subacqueo) durante le loro attività didattiche. Dopo una visita alla sede del CEDIFOP, nel molo Sammuzzo, e un giro dentro il porto di Palermo, la troupe si è poi spostata a Villabate, presso la piscina "Hydra", dove gli aspiranti OTS provano le apparecchiature professionali che poi utilizzeranno durante le immersioni in acque libere e portuali.
"Cult", programma che si occupa di cultura, arte, teatro, musica, cinema, moda e spettacolo, ha realizzato sul CEDIFOP una puntata monografica della durata di trenta minuti. Saranno mostrate le lezioni teoriche e pratiche che gli allievi affrontano per conseguire l'attestato professionale di OTS, le interviste ai docenti e ai ragazzi, si parlerà delle tematiche legate a questo settore.

"La nostra trasmissione vuole mettere in luce e portare all'attenzione del grande pubblico - dice Valentina La Ferrera - quelle realtà siciliane che funzionano, ma che magari sono poco conosciute oppure note finora solo agli addetti ai lavori. Per questo abbiamo pensato al CEDIFOP ".

 

CEDIFOP news n. 17 - Novembre 2007 - articolo 031

Venerdì 23/11/07 CEDIFOP sul canale 848 di SKY

Venerdì 23 novembre andrà in onda alle ore 20,30 - in replica alle ore 23,30 - su OASI.TV, canale 848 di Sky, una puntata della trasmissione CULT, interamente dedicata alla attività formatica del CEDIFOP.

Per collegarsi ad Oasi.Tv:
satellite Hot Bird 13° Est - polarizzazione verticale - trasponder 6 - symbol rate 27.500 - frequenza 12.520
Sintonizzazione automatica: SKY.CANALE 848

 

CEDIFOP news n. 17 - Novembre 2007 - articolo 030

CEDIFOP 2007/08: Panoramica sulla formazione per OTS  

(di Nini Radicini)

La nuova stagione dei corsi per OTS - Operatori Tecnici Subacquei organizzati dal CEDIFOP di Palermo è iniziata a settembre. Gli allievi, come ormai caratteristica consolidata, sono ragazzi (e quest'anno anche una ragazza) provenienti da varie regioni italiane - dalla Lombardia alla Puglia all'Abruzzo, dal Lazio alla Calabria, alla Sardegna, alla Sicilia - alcuni con esperienza, lavorativa e imprenditoriale, nel settore. Va sottolineato che, dopo la sentenza del Tar del Lazio dello scorso anno, è stato superato l'ostacolo del limite di età per l'iscrizione al Registro sommozzatori delle Capitanerie di porto, con conseguente estensione della fascia dei possibili allievi OTS.

Questa qualifica, anche grazie alla promozione realizzata dal CEDIFOP, ha acquisto nel corso degli anni una importanza crescente in ambito professionale, tanto che, da qualche tempo si assiste a un fenomeno significativo: aziende che operano nell'ambito della subacquea professionale/industriale inviano propri dipendenti al CEDIFOP per formarli come OTS. Una scelta che permette di migliorare il proprio know-how interno e risparmiare sui costi dell'outsourcing. Ne è esempio un allievo del corso in fase di svolgimento. Avendo avuto occasione di conoscere il CEDIFOP attraverso un collega (che ha conseguito la qualifica un paio di anni fa), ha portato a conoscenza di questa opportunità formativa e professionale l'azienda in provincia di Lecce presso cui lavora, trovando parere positivo circa i benefici per entrambe le parti.

Si arriva al CEDIFOP anche grazie ai mass media: Internet (il mese scorso il sito www.cedifop.it ha superato quota un milione di accessi) e riviste di subacquea, dove non di raro sono pubblicati articoli su iniziative previste nel piano di studi (es. esercitazioni svolte nel porto di Palermo) e lettere di persone interessate a iscriversi al corso.

La formazione è molto articolata. Accanto alla parte teorica vi sono, come sopra accennato, le esercitazioni (sia nell'area portuale, sia presso impianti industriali), e la preparazione atletica. Quest'ultima è composta da sessioni di addestramento in piscina e potenziamento (due ore, tre volte la settimana). Inoltre CEDIFOP permette all'allievo di avere una visione più ampia della subacquea professionale/industriale, organizzando iniziative che lo portano all'interno del contesto lavorativo. Basti ricordare la visita, compiuta in ottobre, a due impianti di allevamento ittico, a Milazzo e a Patti Marina (strutture progettate e realizzate da Palumbarus srl di Palermo). Qui gli allievi OTS hanno potuto conoscere direttamente un settore che rientra tra quelli in cui potranno essere impiegati dopo il conseguimento della qualifica.

Grazie alla conoscenza e all'utilizzo dell'equipaggiamento, tecniche e degli strumenti utilizzati dagli OTS (diversi tipi di Kirby-Morgan, pannelli di controllo dei dispositivi collegati, casco aperto, casco da palombaro, pinza "broco" per la saldattura e il taglio subacqueo, muta stagna, muta a circolazione di acqua calda, uso del ROV, ecc), gli allievi acquisiscono una preparazione applicabile sia nella subacquea industriale sia in altre realtà. Il mondo della subacquea è infatti molto articolato e il mare, visto come risorsa, vede la propria rilevanza crescere ogni giorno, sia da punto di vista professionale sia legislativo.

Si pensi ad esempio alle aree marine, con il recente inserimento di 4 di loro (Miramare, Plemmirio, Tavolara-Punta Coda Cavallo e Torre Guaceto) nel protocollo "Aree Specialmente Protette di importanza mediterranea" come aree idonee a rappresentare il patrimonio di biodiversità nel Mediterraneo. Il risultato è stato conseguito nell'ottobre 2007 all'incontro di Madrid degli stati aderenti al "Mediterranean Action Plan", protocollo dell'ONU per la salvaguardia della qualità ambientale del Mediterraneo. Le quattro aree marine avevano presentato la candidatura lo scorso giugno, in occasione dell'Eight Meeting of Focal Point, svoltosi a Palermo.

Il CEDIFOP, oltre a potenziare ogni anno la qualità della formazione, sta partecipando, insieme alle massime organizzazioni professionali e dirigenziali della subacquea (industriale, sportiva, ricreativa) alla fase di formulazione dei principi su cui dovrebbe fondarsi la nuova legge, articolata per settore. Un impianto normativo ampio, riguardante operatori, enti e aziende. Nell'ambito della formazione, ad esempio, permetterà di stabilire procedure per il controllo della qualità della didattica, in modo che sia costantemente adeguata allo sviluppo tecnologico e in linea con le esigenze della aziende.

Quello del CEDIFOP è un microcosmo di culture ed esperienze in cui, come negli anni scorsi, si è subito creata una sintonia notevole tra gli allievi e tra loro e i docenti. I primi corsi per OTS furono organizzati nel 1993. Da allora, anno dopo anno, il CEDIFOP ha perfezionato i propri metodi formativi, tanto che sta per diventare "Full Member" di IDSA - International Diving Schools Association.

 

CEDIFOP news n. 16 - Ottobre  2007 - articolo 029

2008: Obiettivi e proposte per la Subacquea Industriale.
Il CEDIFOP e la Regione Siciliana presenti al convegno di Philadelphia

(di Nini Radicini)

Il meeting IDSA - International Diving Schools Association (Brittany - France) svoltosi a Philadelphia (USA) dal 15 al 17 settembre scorso è stata l'occasione per trattare una serie di temi nel settore della subacquea industriale, sia in ambito formativo sia tecnico. La finalità dell'IDSA, sul lato della certificazione, è il raggiungimento di un equilibrio tra i vari standard nazionali e il sostegno agli Stati che non hanno tuttora fissato propri standard, in modo che possano acquisirli e al più alto livello possibile in termini di sicurezza e addestramento. Erano presenti delegati da Belgio, Danimarca, Egitto, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Italia (il CEDIFOP come scuola associata e come membro industriale la PALUMBARUS srl). Tra gli Osservatori era presente una delegazione della Regione Siciliana.

Il convegno ha fatto emergere idee e proposte, una delle quali sul rilascio di un Certificato di Qualifica specialistico per la Subacquea Archeologica e Scientifica. Questo ramo è al centro di un dibattito sulla formazione. Esiste infatti una corrente culturale che considera necessaria una formazione di base come OTS - Operatori Tecnici Subacquei (con il conseguimento della qualifica) prima della specializzazione in archeologia. Se passasse questo indirizzo si avrebbe una evoluzione anche nella pratica, ad esempio per gli interventi di recupero dei reperti, poiché l'OTS opera con modalità specifiche e uniche, dato il suo collegamento diretto con la superficie.

Questa e altre innovazioni sono dipendenti dalle scelte in ambito formativo compiute innanzitutto a livello nazionale e regionale. Nel corso del meeting statunitense, la necessità di avere un sistema di certificazione in ambito formativo con valore internazionale è stato ricordato dal dott. Marco Fiorella, componente dell'Ufficio di Gabinetto dell'On. Carmelo Incardona - Assessore Regionale al Lavoro - Regione Siciliana.

Bisogna considerare che in questa fase l'evoluzione della formazione professionale nella subacquea industriale va di pari passo con il percorso legislativo che dovrebbe portare a una nuova legge per il settore. D'altra parte, come dimostrato da una specifica delibera della Giunta Regionale dell'Emilia Romagna del 2007, sono possibili anche interventi degli Enti locali al fine di stabilire requisiti e obblighi per i centri di formazione e per gli operatori subacquei. Queste norme, è bene precisare, valgono entro i confini regionali, a differenza di una futura legge approvata dal Parlamento, che avrebbe valore nazionale.

Un'altra proposta emersa nel corso dei lavori della "tre giorni" statunitense è stata quella di formare un gruppo di lavoro che esamini la standardizzazione dei programmi dei corsi IDSA. Altro argomento, la riduzione e la semplificazione del numero attuale di livelli di addestramento subacqueo.

Tra le questioni tecniche, si è dibattuto sulla necessità di limitare lo standard della Campana Chiusa a profondità inferiori a 50 metri; la necessità di uno standard Campana Chiusa / Saturazione dove la profondità è simulata; le ultime idee sull'uso delle Tabelle di Decompressione in superficie; la qualifica e il grado di esperienza richieste ad un Operatore in Stand By (ovvero l'operatore in superficie, già equipaggiato per eventuali emergenze); l'opportunità di pubblicare il Manuale delle Qualifiche subacquee specializzate, discusso nel meeting precedente.

Spazio nel programma dei lavori anche per le relazioni esterne di IDSA, con altre organizzazioni del settore e attraverso lo sviluppo del suo sito. La presenza in Rete dei centri di formazione è infatti un moltiplicatore di interesse per i professionisti e i potenziali allievi, come dimostrato dai risultati statistici conseguiti dal sito del CEDIFOP (www.cedifop.it), che inoltre, da qualche mese, pubblica su YouTube i video delle esercitazioni svolte dai suoi allievi OTS e delle altre attività relative alla formazione e alla promozione della subacquea industriale, compreso uno sul convegno di Philadelphia.

Nel corso del meeting si è avuta l'elezione del nuovo presidente dell'IDSA: Leo Lagarde. Proveniente da NDC - National Diving Centre (Paesi Bassi), Lagarde è stato nella Royal Dutch Army per 40 anni fino a diventare Sovrintendente dell'Esercito per il settore subacqueo. Nel biennio 2006-08 a ricoprire l'incarico di presidente è stato Giulio Melegari (Italia), eletto durante il Meeting di Houston - Usa 2006.
Il prossimo meeting dell'IDSA si svolgerà a Palermo (27-29 settembre 2009). Come riferimento per sottolineare l'importanza di questo appuntamento basterà ricordare che le sedi in anni recenti sono state Houston - Usa (2006) ed Helsinki - Finlandia (2007). Sarà una occasione di grande rilevanza mediatica per la città e per la Sicilia, oltre che un riconoscimento notevole per il CEDIFOP, che curerà la fase organizzativa.

 

CEDIFOP news n. 16 - Ottobre  2007 - articolo 028

Meeting IDSA 2009: A Palermo nel 2009 l’International Diving Schools Association  

(di Leonardo Lodato)

Il meeting dell’International Diving Schools Association, recentemente tenutosi a Filadelfia, negli Stati Uniti, ha definitivamente impresso il proprio sigillo sull’investitura che vedrà Palermo “capitale” dell’edizione 2009 dell’importante evento destinato a fare chiarezza nei rapporti tra la subacquea professionale e il mondo dell’industria.
Palermo si prepara così a vestire l’abito buono della subacquea industriale, ricevendo il testimone da Philadelphia, e seguendo città come Helsinki e Houston, teatro rispettivamente delle edizioni del 2007 e del 2006. Ad estendere l’invito ai colleghi di tutto il mondo, erano presenti a Filadelfia il direttore del CEDIFOP (Centro Europeo di Formazione Professionale) di Palermo, Manos Kouvakis, e Marco Fiorella, componente dell’ufficio di gabinetto dell’assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, il cui compito è stato proprio quello di caldeggiare la candidatura, poi accettata, del capoluogo siciliano.
Un traguardo molto importante che, ancora una volta, pone l’Italia (e in questo caso la Sicilia) al centro della subacquea industriale. L’appuntamento del prossimo anno a Palermo, sarà ancora una volta l’occasione, tra l’altro, per mettere l’accento sul problema legato alla legislazione del settore. Come ricorda Kouvakis, infatti, «il decreto legislativo del 13 gennaio 1979 che ha regolarizzato fino ad oggi la categoria dei sommozzatori in servizio locale, è ormai poco incisivo per potere soddisfare i bisogni di un settore abbandonato da anni a se stesso, che denuncia problemi sempre maggiori».
L’Unione europea detta normative ben precise che regolano l’attività professionale subacquea, che gli Stati membri hanno adottato ed applicato da tempo. Soltanto l’Italia, in questo caso, risulta inadempiente. Una lacuna da colmare prima possibile, vista anche l’eterogeneità nella provenienza dei partecipanti ai corsi organizzati dal CEDIFOP di Palermo per la formazione di OTS - Operatori Tecnici Subacquei.

 

CEDIFOP news n. 15 - Settembre  2007 - articolo 027

Palermo si candida per ospitare il meeting internazionale dell'ISDA per il 2009

Su invito ufficiale del Centro Studi CEDIFOP e PALUMBARUS s.r.l. sono state poste le premesse affinchè Palermo ospiti il meeting internazionale dell'IDSA nel 2009. Il meeting si svolge annualmente in uno dei Paesi di appartenenza delle scuole e delle imprese associate. Negli ultimi anni il meeting annuale ha avuto luogo a Galveston Texas - USA (23-25 Ottobre 2006) e ad Helsinki Finlandia (10-12 Settembre 2007). Nel 2008 il meeting si svolgerà negli USA.

 

CEDIFOP news n. 15 - Settembre  2007 - articolo 026

CEDIFOP: traguardi e prospettive nella formazione O.T.S.  

(di Nini Radicini)

 Il CEDIFOP, inizia il 18 settembre una nuova sessione formativa per O.T.S. - Operatori Tecnici Subacquei - , si presenta come un centro in piena crescita. A dimostrarlo, una serie di riscontri significativi inerenti all'ambito professionale e la realizzazione di iniziative intraprese per potenziare ulteriormente il proprio profilo. CEDIFOP è un centro di formazione accreditato dalla Regione Siciliana, riconosciuto dall'IDSA - International Diving Schools Association - settore subacquea professionale/ industriale - e dalla PADI - Professional Association of Diving Instructors - come centro sportivo. La tipologia degli aspiranti allievi O.T.S. è molto ampia. Appassionati di subacquea che vogliono trasformare in professione il loro hobby, ragazzi e ragazze fin dall'inizio intenzionati a lavorare in questo campo, o anche personalità già affermate nell'imprenditoria del settore, trovano nel CEDIFOP un ente in grado di avviarli, attraverso un percorso formativo molto curato, al conseguimento della qualifica di O.T.S., attestato di qualifica professionale riconosciuto dallo Stato, ovvero considerato titolo di studio a tutti gli effetti. Specializzandosi nella formazione di aspiranti O.T.S., il CEDIFOP è riuscito a evidenziare l'importanza di questa qualifica, tanto che riserve marine ed aziende del settore della maricoltura (in particolare tonnare) iscrivono spesso il proprio personale ai corsi.

I percorsi formativi del CEDIFOP, oltre alla parte teorica, prevedono moduli per l'addestramento tecnico e atletico, esercitazioni pratiche (es. immersioni all'interno delle aree portuali e presso i cantieri navali), interagendo con ditte che operano nel settore della subacquea professionale. Gli allievi apprendono come utilizzare le attrezzature necessarie allo svolgimento del lavoro di O.T.S., come ad esempio il casco Kirby Morgan, multifunzionale e caratteristico dell' O.T.S., pannelli di erogazione aria e comunicazioni a cui è collegato, il ROV (Remotely Operated Vehicle: Veicolo a controllo remoto), la muta a circolazione di acqua calda, casco da palombaro, casco aperto, le tipologie di saldatura e taglio subacqueo. Ai corsi partecipano allievi provenienti da tutta Italia, di età compresa tra i 18 e i 50 anni. Il limite superiore non sorprenda: è conseguenza di una recente sentenza del Tar del Lazio che ha esteso oltre il precedente limite dei 35 anni, l'età entro cui è possibile iscriversi al Registro Sommozzatori delle Capitanerie di Porto. Una novità riguardante direttamente gli O.T.S.,, la cui qualifica consente l'iscrizione al registro. Non è raro apprendere da alcuni aspiranti allievi del CEDIFOP che il loro primo contatto con il centro è avvenuto tramite Internet. Nel sito www.cedifop.it, in rete dal 2004, si trovano tutte le informazioni utili a coloro che vorrebbero iscriversi ai corsi O.T.S.,, con la possibilità di contattare via e-mail la segreteria. A inizio settembre 2007 il sito ha raggiunto quota un milione di pagine viste, con oltre 320.000 visitatori.

L'attività del CEDIFOP, sia in ambito formativo sia in occasione di iniziative pubbliche, ha trovato spazio presso giornali e riviste. Notevole rilievo ha avuto il convegno organizzato il 14 aprile scorso a Palermo. In quella occasione si sono incontrate importanti personalità della subacquea italiana e internazionale, in rappresentanza dei vari settori (industriale, sportiva, ricreativa), e delle istituzioni della Provincia di Palermo e della Regione Siciliana. Insieme hanno concordato sulla necessità di una moderna legislazione in materia, articolata per settori. Il CEDIFOP ha di recente avviato la procedura per l'acquisizione della certificazione ISO 9001. ISO è una organizzazione internazionale di standardizzazione riconosciuta da 178 stati. Elabora norme per il settore industriale e commerciale con la finalità di certificare la qualità di un'azienda o di un ente, ovvero certificare che le loro procedure operative siano conformi a standard prestabiliti. Ogni Stato ha un ente sovrano che rilascia ad enti accreditati per singoli settori la possibilità di certificare le aziende. Gli enti di certificazione hanno accordi di mutuo riconoscimento, in modo che un certificato rilasciato da un ente italiano sia riconosciuto in tutti i paesi aderenti all'ISO. Alla fase di preparazione della documentazione, in corso, curata dall’ing. I. Napoli, seguirà la verifica da parte dell'ente certificatore, per il conseguente conferimento della certificazione di qualità, entro dicembre 2007.

 

CEDIFOP news n. 15 - Settembre  2007 - articolo 025

Operatore Tecnico Subacqueo: la seconda sessione del 2007 inizia il 18 settembre  

(di Salvatore D'Anna)

Scatta il 18 settembre il nuovo corso per allievi OTS (Operatore Tecnico Subacqueo) organizzato dal Centro Studi CEDIFOP presso il Molo Sammuzzo del porto di Palermo. Sono venti gli aspiranti sommozzatori arrivati non solo dalla Sicilia ma anche da altre regioni d’Italia, come la Lombardia, la Sardegna, il Lazio e la Puglia. Tra loro anche una ragazza originaria di Chieti, e diversi “over 35”, che partecipano grazie alla sentenza del Tar del Lazio che ha giudicato “illogico e iniquo” il limite d’età di 35 anni per iscriversi al registro sommozzatori. Il CEDIFOP, diretto da Manos Kouvakis, è uno dei pochi centri nel nostro Paese a rilasciare un attestato valido per l’iscrizione a tale registro, tenuto dalle Capitanerie di Porto. Senza questo documento gli OTS non potrebbero operare in acque portuali e svolgere legalmente questa attività. Il corso si concluderà il prossimo 21 dicembre. Durante questi tre mesi gli allievi si dedicheranno a teoria e pratica, tra lezioni in aula, esercitazioni in piscina e nelle acque dei porti di Palermo e Termini Imerese, nel porticciolo di Acquasanta e presso i Cantieri Navali. Per il CEDIFOP si tratta del secondo corso dell’anno dopo quello organizzato tra febbraio e maggio. Per informazioni sui prossimi appuntamenti si può consultare il sito www.cedifop.it.

 

CEDIFOP news n. 14 - Agosto 2007 - articolo 024

OTS: Sicurezza, Tutela, Professionalità al centro della futura legge.

(di Nini Radicini)

Come rilevato dal convegno promosso e organizzato dal Cedifop lo scorso 14 aprile a Palermo, l'attuale carenza legislativa nella subacquea (sportiva, ricreativa, industriale) ha almeno tre pesanti ripercussioni: sul riconoscimento delle qualifiche professionali; sulla tutela degli operatori; sulla sicurezza nel lavoro. Mentre nei tre settori si registra un costante sviluppo formativo, tecnico e organizzativo, la normativa nazionale è ferma al biennio 1979-81, ovvero al decreto ministeriale che riconosceva la figura di "sommozzatore in servizio locale" (che affiancava quella di "palombaro in servizio locale" istituita nel 1942) e alle successive integrazioni relative alla formazione e alla certificazione (possibilità di iscrizione al registro sommozzatori per tutti i cittadini europei). Sembrava l'inizio di un percorso che in poco tempo avrebbe potuto giungere a una regolamentazione completa delle attività subacquee. Invece lì ci si è fermati perchè i successivi disegni di legge non hanno avuto seguito, qualche volta per motivi di schieramento parlamentare, in altre occasioni per la conclusione della legislatura a iter ancora in corso.

Quello più recente, presentato nel 2006 dall'on. Bellotti, è stato subito criticato dagli addetti ai lavori, poichè subordinerebbe le società e gli operatori a una serie di vincoli di cui non appare chiara l'efficacia in riferimento alle richieste di certificazione di qualità, tutela della salute degli operatori, sicurezza del lavoro. Nel complesso, il disegno appare ideato sull'ipotesi della "legge unica per la tutta la subacquea", prospettiva ormai superata dalle recenti analisi dei massimi dirigenti delle organizzazioni professionali e formative di categoria. Anzi, è proprio la differenza di mansioni e competenze per gli operatori dei tre settori e la complessità (forse l'inutilità) della ricerca di una sintesi che valga per tutti ad essere considerato uno dei principali motivi del finora mancato raggiungimento del traguardo legislativo. E' ormai parere comune che la subacquea professionale, quella sportiva/ricreativa e quella industriale debbano avere singole leggi proprie.

Tra i precedenti disegni qualcuno conteneva invece delle innovazioni, che hanno poi avuto seguito sebbene attraverso altre strade. Per esempio, quello presentato dal senatore Battaglia nel 1997. I punti principali erano: riconoscimento della qualifica di OTS; innalzamento a 45 anni del limite di età per l'iscrizione al registro dei sommozzatori; estensione della territorialità entro cui si può operare. Quasi dieci anni dopo, il secondo punto ha trovato un riscontro importante in una sentenza del Tar del Lazio (poi recepita da tutte le Capitanerie di porto), che ha dato ragione ad un sommozzatore il quale, in possesso dell'attestato di OTS, non aveva potuto iscriversi al registro poichè aveva più di 35 anni. Così, in mancanza di una legge nazionale si procede per sentenze e regolamenti che, fin dove possibile, colmano qualcuna delle lacune. Valga in tal senso l'ordinanza emessa dalla Capitaneria di porto di Ravenna nel 1992, con cui si cercava di stabilire regole sulla sicurezza del lavoro subacqueo, sulla competenza dei supervisori delle immersioni e sull'attrezzatura da utilizzare. Regole - poi fatte proprie anche da altre Capitanerie - che sarebbero da inserire nella futura legge.

E' nell'ambito della sicurezza sul lavoro che la mancanza di una normativa nazionale assume risvolti drammatici. Tema di attualità evidenziato dopo la morte nel 2002, per incidente sul lavoro, di Elga Leoni, sub di 29 anni. Al tema della sicurezza è strettamente legato quella della tutela degli lavoratori nel settore. Attualmente le competenze sono divise tra Ipsema - Istituto di Previdenza del Settore Marittimo e Inail. Entrambe però riscontrano un numero ridotto di iscritti (poche centinaia l'Inail, alcune decine Ipsema), segno di un ipotizzabile ampio lavoro sommerso. La legislazione sulla subacquea è necessaria non solo per colmare una lacuna normativa e allinearsi agli altri stati dell'Unione Europea, ma anche per poter utilizzare appieno le professionalità acquisite in sede di formazione. Oggi infatti gli OTS italiani, dopo aver maturato competenze di alto livello per lo svolgimento di lavori di elevata complessità esecutiva, incontrano ostacoli nel riconoscimento della qualifica da parte di grandi società petrolifere internazionali, per le quali, a volte, non è sufficiente l'iscrizione al registro della Capitaneria di Porto.

Nel convegno del Cedifop è emersa una realtà particolarmente esplicita. A fronte delle lacune normative in Italia, vi sono realtà, quali i paesi anglosassoni e in genere quelli dell'Europa settentrionale che si affacciano (e operano) nel Mar del Nord, in cui sono in vigore leggi specifiche e articolate su ogni aspetto della subacquea, sia nell'ambito della sicurezza sia in quello che disciplina le figure professionali. L'attuale fase, che si potrebbe definire transitoria, non deve però essere intesa come periodo di stallo. E' invece, per gli addetti ai lavori, una occasione di elaborazione di progetti e idee da poter subito presentare in sede di redazione della legge. Per i legislatori - nazionali e regionali - è invece una opportunità per sperimentare soluzioni amministrative da cui trarre beneficio in sede comunitaria e internazionale.

 

CEDIFOP news n. 14 - Agosto 2007 - articolo 023

Intervista al direttore del CEDIFOP  

(di Giorgio Anzil)

All’interno del Porto di Palermo e in particolare sulla banchina Sammuzzo, troviamo il Centro studi CEDIFOP, che si occupa di formazione professionale, nel settore degli OTS/ sommozzatori.

Abbiamo intervistato il direttore del Centro Manos Kouvakis, ponendogli una serie di domande sulle attività del centro:

Cos’è CEDIFOP, e quali riconoscimenti ha?
CEDIFOP, è una associazione no-profit, nata nel 1992, e subito inserita nel settore della formazione professionale in campo subacqueo. Ha svolto in questi 15 anni diversi corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Siciliana, rivolti solo ad una utenza residente in Sicilia. Negli ultimi anni ha realizzato anche diversi corsi “autofinanziati”, rivolti a utenti provenienti da tutto il territorio Nazionale. CEDIFOP è un centro di formazione accreditato dalla Regione Siciliana, riconosciuto dalla IDSA nel settore della subacquea professionale/industriale, e dalla PADI come centro sportivo (IRRA – RESORT).

La vostra “specialità” sono i corsi per OTS, ma cosa sono esattamente?
La qualifica di OTS nasce, con un decreto del ministero della Marina Mercantile, (oggi Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) nel 1979, di questo decreto noi realizziamo quanto viene disposto dall'articolo 3 comma 6, essendo una scuola di formazione accreditata dalla regione Siciliana.

Conseguita la qualifica professionale di OTS presso il CEDIFOP, qual è il passo successivo?
Dopo il rilascio del nostro attestato di qualifica professionale, e allegando gli esami medici prescritti dalle normative vigenti - (pubblicate nella G.U.R.I. n. 47 del 16/02/1979) - si può presentare ad una Capitaneria di Porto (del territorio nazionale) la richiesta d'iscrizione nel "Registro Sommozzatori". Con l'accettazione, la Capitaneria rilascia il "libretto di ricognizione" che è indispensabile per l’inserimento lavorativo.

Ma dove trova lavoro un OTS?
Il libretto di ricognizione, che si ottiene con l’iscrizione nel Registro Sommozzatori presso una Capitaneria di Porto, è indispensabile per lavorare in aree inshore; cioè tutte le ditte che fanno lavori subacquei (come per esempio: recupero o demolizione di relitti "salvage diving"; interventi portuali "harbour diving" e per le operazioni di ispezione, carenaggio, manutenzione e riparazione delle navi e degli ormeggi, ma anche operazioni più semplici come posizionamento boe, controlli, ecc), nelle aree portuali e di demanio marittimo (costiero e acque interne) in generale, hanno l'obbligo di assumere personale iscritto nel Registro dei Sommozzatori ed in possesso del libretto di ricognizione. Lo stesso vale per aziende che operano nel settore della acquacoltura (tonnare, allevamenti di pesci in mare, ecc. "fish farm diving") o riserve marine. La qualifica professionale di OTS può considerarsi, anche, la "base" indispensabile, per lavorare con ditte che operano nel settore industriale e degli idrocarburi in "off-shore" "oil and gas diving", attività che si è sviluppata, a partire dal secondo dopoguerra e che ha assorbito gruppi crescenti di operatori subacquei professionisti, al punto da vantare oggi, nelle sue file, oltre tre professionisti subacquei su quattro.

Quali riconoscimenti ha la qualifica di OTS?
Il corso per OTS, da noi, essendo un corso di formazione professionale, è subordinato a regole ben precise, e cioè il corso è sottoposto ai controlli dell'Ispettorato Regionale del Lavoro e dell'Ufficio Provinciale del Lavoro, indispensabili affinché alla fine l'attestato venga riconosciuto dalla Regione Siciliana, dallo Stato Italiano e dalla Comunità Europea. Anche per questi motivi, la frequenza è obbligatoria; è ammissibile un massimo di 20% di ore di assenza, cioè 96 ore o 12 giornate su un totale di 480 ore di corso che viene svolto in 60 giorni lavorativi, nell'arco di 3 mesi solari.

Quando si svolgono questi corsi e quali sono i requisiti per l’ammissione?
I corsi “liberi” o “autofinanziati” programmati dal CEDIFOP, per diventare "O.T.S." si svolgono 2 volte l'anno.
Ogni corso è aperto a 20 persone, che vengono iscritte in ordine di prenotazione. Il Corso è aperto a tutti gli interessati (anche lavoratori), a prescindere dall'età, residenza o stato di occupazione, in possesso dei requisiti base per l'accesso al corso:
Ø maggiore età alla data d'inizio delle attività formative,
Ø possesso della Licenza di Scuola Media Inferiore;
Ø possesso dei (almeno) primi due livelli di brevetti subacquei sportivi (rilasciati da Associazioni riconosciute almeno in ambito nazionale)
Ø i cittadini comunitari (UE), in regola con le normative vigenti, potranno essere ammessi solo se regolarmente soggiornanti nel territorio della Regione Siciliana,
Ø idoneità alle visite mediche
Il corso ha una durata di 480 ore, suddivise in 60 giorni lavorativi di 8 ore cadauno, ripartiti in 3 mesi solari. Ogni corso è rivolto a n. 20 allievi max. La prenotazione è obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per maggiori informazioni si può consultare la pagina http://www.cedifop.it/OTS.htm da dove è possibile scaricare la domanda d'iscrizione con allegato il regolamento del corso.

Qual è l’iter formativo del corso?
Nel primo mese, oltre alla preparazione atletica in palestra, si cerca di uniformare il gruppo e di eliminare possibili lacune di preparazione pregressa.
Dal secondo mese in poi si comincia con le attrezzature tecniche, con cui credo che un subacqueo sportivo ha poca o nessuna dimestichezza, come per esempio l'uso dei vari tipi di kirby morgan, pannelli per l'aria e le comunicazioni, l'organizzazione di un cantiere subacqueo, taglio e saldatura subacquea, pilotaggio di un R.O.V., ecc.
Nel terzo ed ultimo mese di preparazione si fanno le Immersioni Tecniche all'interno del Porto di Palermo, ai Cantieri Navali di Palermo (Fincantieri), al Porticciolo di Acquasanta, all’interno del Porto di Termini Imerese, (essendo l'area portuale una delle mete di lavoro per chi è OTS) o immersioni presso cantieri di lavoro di ditte che lavorano nel settore, con esercitazioni del tipo: recupero materiali dal fondo, posizionamento boe, sorbona, taglio subacqueo, flangiatura, batimetria ecc.
Inoltre, intercalata alle esercitazioni pratiche c'è la teoria, distribuita in più di 20 dispense che racchiudono le varie discipline del corso.

Come si svolgono gli esami alla fine del corso?
Finendo il percorso formativo, per il conseguimento della qualifica è necessario sostenere un esame finale dinanzi ad una Commissione di Esami istituita con Decreto Assessoriale dell'Assessore Regionale al Lavoro, formata da due docenti del CEDIFOP, un Funzionario dell'Assessorato Regionale al Lavoro (Presidente della commissione) e un Funzionario della Capitaneria di Porto di Palermo (in qualità di Esperto Esterno di una Pubblica Amministrazione cointeressata al riconoscimento della qualifica professionale).

 

CEDIFOP news n. 13 - Luglio 2007 - articolo 022

Conclusi gli esami per gli allievi CEDIFOP. Il prossimo corso OTS partirà a settembre  

(di Salvatore D'Anna)

Con gli esami finali del 7 e 8 giugno, si è concluso il primo corso dell’anno per la formazione di Operatori Tecnici Subacquei (OTS) organizzato dal centro studi Cedifop di Palermo. I venti allievi che tra febbraio e maggio hanno frequentato le lezioni nel centro diretto da Manos Kouvakis sono stati impegnati in una “due giorni” durante la quale, valutati da una commissione, hanno mostrato quanto appreso in questi tre mesi.

Il 7 gli aspiranti OTS hanno sostenuto una prova scritta, che comprendeva una serie di quiz a risposta multipla per un totale di 50 domande. Il giorno dopo, invece, gli allievi si sono recati a Villabate dove, nella piscina Hydra, hanno messo in pratica “sul campo” le tecniche professionali imparate. I sommozzatori non solo hanno dovuto dimostrare ai commissari di essere in grado di gestire un cantiere subacqueo, ma anche di sapere indossare e utilizzare nel modo corretto le attrezzature professionali, come ad esempio i caschi Kirby-Morgan. Per chi opera sott’acqua, infatti, maneggiare con attenzione e cura gli strumenti di lavoro può essere una
questione vitale. Da qui l’importanza di un centro come il Cedifop, uno dei pochi in Italia che rilascia un attestato valido per l’iscrizione al registro sommozzatori delle Capitanerie di Porto, senza cui gli OTS non potrebbero operare in acque portuali e svolgere legalmente questa attività. Il secondo corso del 2007 per diventare OTS comincerà a settembre. Per informazioni consultare il sito www.cedifop.it

 

CEDIFOP news n. 13 - Luglio 2007 - articolo 021

Operatore Tecnico Subacqueo: Una mancanza cronica nella legislazione Italiana

(di Manos Kouvakis)

La figura del “sommozzatore in servizio locale” – che affianca la figura del “palombaro in servizio locale” già istituita dal Codice della Navigazione (articoli 114 e 116) approvato con Regio Decreto n. 327 del 30.03.1942 - istituita dal DM 13 Gennaio 1979, integrato dal DM 31 Marzo 1981, appare subito vincolata al conseguimento di una qualifica professionale che attesti la formazione specifica dell’operatore subacqueo, attuata secondo le modalità previste dall’art. 05 della legge n. 845 del 21 Dicembre 1978 e dalle relative leggi regionali di attuazione. La integrazione del DM 31 Marzo 1981 risultano introdotte allo scopo di contemperare i requisiti formativi e certificativi di questa figura con il quadro internazionale e comunitario (q.v. art 48, § 2 del trattato CEE e art. 1, § 2 del Regolamento CEE / 16, 12 / 1968), che allarga ai cittadini europei la possibilità di iscriversi al registro sommozzatori.

Nei successivi decenni, nessun adeguamento legislativo.

Così, col passare degli anni, e a differenza degli altri Stati dell'Unione Europea, l'Italia non crea una disciplina professionale che, identificando e regolamentando la categoria degli operatori subacquei e iperbarici, nel contempo li tutela. O per meglio dire è rimasta indietro rispetto all’evolversi della professione degli OTS.

Questa mancanza legislativa viene invece recepita dalla Capitaneria di Porto di Ravenna, che nel 1992, con l’ordinanza N. 77, cerca di mettere un po’ d’ordine almeno nel territorio di sua competenza. Cosi introduce una serie di regole, valide per tutto l’ambito delle acque territoriali ricadenti nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Ravenna, per lo svolgimento dei lavori subacquei.

Tra le “regole” più rilevanti che introduce questa ordinanza, citiamo:
- l’obbligo che il personale subacqueo operi sempre sotto la direzione di un responsabile, di comprovata esperienza, che deve autorizzare e sorvegliare tutte le immersioni non solo ai fini della sicurezza sul lavoro, ma anche ai fini della sicurezza della navigazione;
- il responsabile deve poter disporre sempre di un secondo operatore subacqueo, che deve tenersi sempre equipaggiato, pronto ad intervenire in caso di
emergenza;
- gli operatori in immersione devono essere sempre collegati, a mezzo di efficaci e collaudati sistemi di comunicazione, con gli operatori in superficie, per
comunicare qualsiasi necessità, attraverso l’uso di idonei caschi che consentano contemporaneamente la respirazione e la comunicazione.

Regole importanti che innalzano il livello di sicurezza di chi si immerge per fare dei lavori subacquei, ma purtroppo non sono recepite in ambito nazionale. Solo poche capitanerie seguono l’esempio di Ravenna.

Nei 25 anni trascorsi, dal 1982 ad oggi, sono stati elaborati alcuni disegni di legge.

Il primo tentativo di proposta legislativa, è firmato dal senatore Antonio Battaglia che nel 1997 presenta il Disegno di legge 2339. Esso presenta alcune novità:
- lo spostamento del limite di età dai 35 anni (per l’iscrizione al registro dei sommozzatori), a 45 anni;
- il riconoscimento degli OTS come operatori che svolgono attività subacquee lavorative, di qualsiasi tipo, genere, natura e specializzazione operativa, sia in basso che in alto fondale;
- allargamento della territorialità a tutte le acque di demanio marittimo e a quelle interne;
con l’obbiettivo di disciplinare il settore delle attività subacquee professionali/industriali, sia pubbliche che private.

La proposta non completa l’iter legislativo in Parlamento, per cui ci ritroviamo nel 2001 con il Disegno di legge 1219 - presentato dall’On. Alberto Arrighi e, nello stesso anno, viene presentato un altro disegno di legge il Disegno di legge 1698 dall’On. Luigi Martini. Dopo 4 anni di verifica nelle varie commissioni parlamentari, si arriva nel 2005 al Testo unificato della C. 1219 Arrighi e C. 1698 L. Martini. Il fine legislatura non ne consente la trasformazione in legge.

In ordine temporale, l’ultimo disegno di legge, è stato presentato nel Luglio 2006, proposta di legge n.ro 1394 dell’On. Luca Bellotti. Esso altro non è che un ritorno alla proposta 1219 del 2001, senza nessuna miglioria per il settore degli OTS.

Questa proposta di legge, se ratificata, secondo il mio parere, allungherà senza risolverlo il vuoto legislativo che lamenta il settore degli OTS. Infatti questo disegno legge, nel tentativo di ordinare tutta la subacquea, di fatto opera mescolanze di figure professionali che nell’esercizio delle attività subacquee di pertinenza si differenziano enormemente. Mi sembra un regresso che squalifica l'OTS Italiano e non l’auspicato progresso che permetta il riconoscimento dei nostri operatori anche all'estero, contrariamente agli intenti manifestati dal legislatore nella parte introduttiva.

E' nostra convinzione, che c'è assolutamente bisogno di una legge dedicata a chi fa la professione di OTS, questa deve essere differenziata da qualsiasi proposta legislativa che riguardi la professione di subacqueo sportivo (agonistica) o ricreativo (diving), o si occupi della subacquea amatoriale, con disposizioni, vincoli e regole nettamente separati.

Una buona proposta di legge, nel settore subacqueo, non deve contenere al suo interno il tentativo di regolamentare, con le medesime modalità, l’attività dei
sommozzatori e l’attività dei subacquei sportivi o ricreativi, questi ultimi infatti hanno, nell’esercizio della loro attività, (e quindi anche negli strumenti e nelle attrezzature adottate) obbiettivi, regole, addestramento e problematiche molto diverse da quelle degli OTS, inoltre ritengo sia compito delle regioni stabilire i criteri e le regole della subacquea sportivo/ricreativa, adeguandole al territorio specifico, ed è quanto attualmente accade nella maggior parte del territorio Italiano. Mischiare le competenze crea confusione, senza risolvere le problematiche fondamentali della categoria.

Va, comunque sottolineato, alla data odierna, che la proposta legislativa dell'On. Luca Belloti n. 1394, non ha ancora iniziato l'esame nelle varie commissioni
parlamentari, ad iniziare dalla XI commissione alla quale è stata assegnata il 6 dicembre 2006.

In tema legislativo, bisogna anche sottolineare che nel 2006, il TAR del Lazio con la sentenza n.ro 200602150 del 29/03/2006, ha dato ragione ad un sommozzatore che avendo superato il 35esimo anno di età, ed avendo conseguito un attestato di qualifica professionale di OTS, aveva visto respingere la sua domanda l’iscrizione cosi come prevede la legge vigente.
Dopo 2 anni di causa, il tribunale, dando ragione al sommozzatore, si è pronunciato a favore della sua iscrizione nel registro dei sommozzatori.

Ora questa sentenza, recepita da tutte le Capitanerie di Porto, è una realtà.
Ma c’era bisogno di arrivare a tanto?

Di certo, tutte le proposte legislative, elaborate lel'ultimo decenio, non avrebbero risolto tutti i problemi della categoria OTS, che rimangono ancora oggi integralmente da affrontare.

Molti incidenti si sarebbero evitati, con una legge adeguata, con un maggior controllo da parte degli organi preposti, per garantire a chi è OTS una maggiore
professionalità ed impedendo, a chi si improvvisa essere quello che non è, di operare rischiando, a volte, sia la propria vita che quella di chi gli sta vicino.

 

CEDIFOP news n. 12 - Giugno 2007 - articolo 020

Tempo di esami per gli allievi del CEDIFOP, si conclude il primo corso OTS del 2007

(di Salvatore D'Anna)

Arriva giugno e anche per gli allievi del Cedifop è tempo di esami. I venti aspiranti OTS (Operatore Tecnico Subacqueo), che tra febbraio e maggio hanno frequentato il corso tenuto dal centro di formazione diretto da Manos Kouvakis, il 7, l’8 e il 9 giugno saranno infatti impegnati nelle prove finali davanti a una commissione che valuterà quanto appreso durante tre mesi di duro lavoro.

Alla fine del corso, articolato su lezioni per un totale di 480 ore, suddivise in 228 di pratica, 198 di teoria e 54 di stage, gli allievi provenienti non solo dalla Sicilia, ma anche da Lombardia, Calabria, Campania e Sardegna, conseguiranno la qualifica di Operatore Tecnico Subacqueo e un attestato, valido per l’iscrizione al Registro Sommozzatori delle Capitanerie di Porto. Il secondo corso del 2007 per diventare OTS inizierà il 18 settembre e terminerà il 21 dicembre.

 

CEDIFOP news n. 12 - Giugno 2007 - articolo 019

Tutto pronto per il corso 02/PA/2007

Tutto pronto all'avvio del secondo corso del 2007 per diventare O.T.S., con inizio il 18 settembre - terminerà il 21 dicembre. Fra gli iscritti allievi provenienti dall' ABRUZZO, FRIULI-VENEZIA GIULIA, LAZIO, LOMBARDIA, SARDEGNA, VENETO e naturalmente dalla SICILIA, ai quali diamo il benvenuto. Sono inoltre aperte le iscrizioni ai corsi del 2008 per diventare OTS. Come sempre i corsi si svolgeranno nel periodo febbraio/maggio 2008 e settembre/dicembre 2008. Ogni corso è riservato a 20 allievi, la prenotazione è obbligatoria, fino ad esaurimento posti. Il regolamento si può leggere sul seguente link:
http://www.cedifop.it/corsi-2005/regolamento.htm

 

CEDIFOP news n. 12 - Giugno 2007 - articolo 018

Concetto e limiti del “Sommozzatore in servizio locale” D.M. 13.01.1979

(di Giulio Melegari)

 Il DM 13.Gennaio.1979 dell’allora Ministro della Marina Mercantile istituì la figura del “sommozzatore in servizio locale” per affiancarla, differenziandola adeguatamente, alla figura del “palombaro in servizio locale” già istituita dal Codice della Navigazione (articoli 114 e 116) approvato con Regio Decreto n. 327 del 30.03.1942 e dal relativo regolamento di esecuzione (articoli 204 e seguenti) approvato con DPR n. 328 del 15.02.1952. Il Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione Marittima all’articolo 204 specifica la attività dei palombari in servzio locale e le caratteristiche delle imbarcazioni di appoggio e delle attrezzature di supporto (ad esempio pompe e compressori), che devono avere certificazione RINA. All’articolo 205 viene istituito e specificato il registro dei palombari in servizio locale e vengono definiti i requisiti per l’iscrizione allo stesso. In particolare, al punto 6 del primo comma, viene posto come ultimo requisito: “avere effettuato un anno di navigazione in servizio di coperta o avere prestato per lo stesso periodo, servizio nella Marina Militare in qualità di palombaro”.

Se ne desume che ancora oggi chi è dotato di libretto di navigazione e può documentare un anno di imbarco in servizio di coperta, magari a bordo di un peschereccio o di un mezzo navale minore, può richiedere e ottenere l’iscrizione al registro dei palombari in servizio locale pur non possedendo alcuna attestazione o certificazione di formazione professionale specifica. E’ chiaramente una situazione di carenza legislativa e normativa generata da una vacatio legis che, all’epoca, mirava a consentire la formazione e l’inserimento professionale come palombaro a quanti, pur non provenendo dalla Marina Militare, avevano seguito un effettivo e adeguato processo pratico di addestramento al seguito di qualche palombaro esperto, unica via in assenza di scuole riconosciute per palombari civili o commerciali.
La figura del “sommozzatore in servizio locale” istituita e definita dal DM 13 Gennaio 1979, integrato dal DM 31 Marzo 1981 e modificato con DM 02 Febbraio 1982, appare invece subito vincolata dal presupposto di una certificazione che ne attesti la formazione specifica attuata secondo le modalità previste dall’art. 05 della legge n. 845 del 21 Dicembre 1978 e dalle relative leggi regionali di attuazione. La integrazione del DM 31 Marzo 1981 e la modifica del DM 02 Febbraio 1982 risultano introdotte allo scopo di contemperare i requisiti formativi e certificativi di questa figura con il quadro internazionale e comunitario (q.v. art 48, § 2 del trattato CEE e art. 1, § 2 del Regolamento CEE / 16, 12 / 1968), rendendo anche accessibile l’iscrizione ai cittadini di stati comunitari dotati di una certificazione di formazione professionale del paese di origine.

Poiché i porti hanno acque normalmente di batimetria limitata e contenuta e comunque ben inferiore alla profondità di demarcazione tra basso (bf < 50 m.) e alto (af > 50 m.) fondale è intuitivo e implicito che per la iscrizione al registro risulta sufficiente una qualifica formativa professionale di sommozzatore (OSS) o di operatore subacqueo (OTS.bf) di basso fondale rispettivamente abilitato a immergersi con sistemi ad aria compressa fra 0 e 30 metri o fra 0 e 50 metri di profondità.

Tipicamente, inoltre, il tipo di attività espletata dal “sommozzatore in servizio locale” e per la quale è richiesta la coesistenza di certificazione adeguata e di competenze specifiche, è una attività configurabile come attività subacquea costiera (inshore diving), ben diversa dalla attività subacquea industriale in altura (offshore diving), tanto per le profondità raggiunte quanto per il quadro meteomarino e ambientale (mezzi navali di appoggio, attrezzature, tecniche di intervento) nel quale si deve operare.

Aggiuntivamente si deve oggi considerare che le qualifiche e le certificazioni professionali e industriali IDSA e di altre organizzazioni internazionali (e.g. AODC, ADC international, IMCA) non accettano la equivalenza degli attestati di formazione subacquea militare (giudicati invece sufficienti e validi per la iscrizione al registro dei sommozzatori in servizio locale, DM 13.01.1979) per i quali impongono una formazione integrativa e aggiuntiva che comprenda gli argomenti e gli aspetti tipici e caratteristici dell’intervento industriale in altura.

 

CEDIFOP news n. 11 - Maggio 2007 - articolo 017

Comunicato  

(di Manos Kouvakis)

Salve a tutti
nella news di Maggio, dando continuità all'annunciato Convegno del 14 aprile scorso, riportiamo i vari articoli che sono stati scritti sul Convegno, ribadendo il concetto che una legge sulla subacquea professionale/industriale è sempre piu necessaria affinchè questo settore abbia finalmente il suo giusto riconoscimento.

Tutti i tentativi di mischiare la subacquea sportiva (agonistica), ricreativa (diving) con quella professionale/industriale (palombari, sommozzatori, OTS, OTI) non possono che essere criticate sia da noi, che da tutti quelli che durante il convegno del 14 aprile hanno con i loro interventi ribadito questo concetto (IDSA, CMAS, ADISUB, RSTC). E' anche questo che ci porta a contestare la validità della proposta 1394 dell'On. Bellotti (dicembre 2006), che è l'ennesimo tentativo di globalizzare le attività subacquee, facendo confusione e non definendo gli ambiti di competenza degli OTS. Per esempio, le disposizioni dell'ordinanza n.ro 77 del 1992 della capitaneria di porto di Ravenna vengono completamente ignorate. Non vengono definiti gli ambiti lavorativi degli OTS in maniera netta, nè vengono menzionati gli standard minimi per la loro qualificazione.

E' un tentativo che porterà di nuovo un altro vuoto legislativo, almeno per il settore professionale/industriale. Mi sembra un regresso che squalifica l'OTS Italiano e non un progresso che permette il riconoscimento dei nostri operatori anche all'estero, contrariamente agli intenti manifestati dal legislatore nella parte introduttiva.

Anche per tutto questo è stato organizzato il convegno del 14 aprile scorso a Palermo. (http://www.cedifop.it/1997/le%20foto.htm)

E' nostra convinzione, che c'è assolutamente bisogno di una legislazione separata per chi fa la professione di OTS da chi fa la professione di subacqueo sportivo o ricreativo, con disposizioni e leggi nettamente separate.

Tutto questo, ma anche tantissime altre osservazioni in negativo, portano la nuova proposta legislativa ed essere da noi contestata e discutibile nella sua validità, e che ci obbliga moralmente a continuare sulla strada intrapresa per presentare le basi di una nuova proposta legislativa che viene dagli operatori che da anni operano nel settore sia come associazioni internazionali di categoria, sia come ditte di lavori subacquei, sia come enti di formazione nel settore, ma anche e soprattutto dagli operatori che esercitano la professione di OTS.

Noi continueremo nel nostro intento di definire, nelle prossime settimane, le basi di una proposta legislativa dedicata al settore della subacquea professionale/industriale, che qualifica l'operatore tecnico subacqueo italiano sia a livello nazionale che internazionale, sperando dopo tanti decenni e dopo tanti tentativi, di riuscire a sensibilizzare i legislatori ad approvare una legge lineare e senza ambiguità, che rappresenti equamente e valorizzi tutti gli operatori del settore della subacquea professionale industriale.

 

CEDIFOP news n. 11 - Maggio 2007 - articolo 016

Lavoro Subacqueo: Due volte... sommerso  

(di Antonio Parlato)

“Sommerso” per antonomasia, il lavoro degli operatori subacquei lo è forse anche per quel che riguarda la regolarità.

E’la tesi sostenuta dall’IPSEMA in occasione del Convegno del Centro Studi CE.DI FO.P, tenutosi a Palermo il 14 aprile scorso sul tema Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche: le basi per una nuova proposta legislativa.

Manos Kouvakis, Direttore del Centro, ha introdotto i lavori parlando del vuoto legislativo che contraddistingue il settore, anche avuto riguardo alla singolare circostanza che non una delle varie proposte di legge presentate negli ultimi anni è stata mai varata dal Parlamento. Anche se sembra che ora voglia farsene carico l’on.Nino Lo Presti il quale, come autorevole esponente della Commissione Lavoro della Camera e della Commissione di controllo degli Enti previdenziali, ricopre ruoli significativi per fare chiarezza e riempire il vuoto legislativo su questa tipologia di lavoro, due volte sommerso.

Già il particolare ambiente di lavoro, caratterizzato da ben maggiori rischi che corrono gli operatori, ha visto l’IPSEMA confermare l’obbligo del datore di lavoro di versare un premio aggiuntivo. Ma, se si approfondisce il problema, si scoprono subito alcune non commendevoli particolarità. Infatti a tutelare il lavoro dei subacquei dipendenti non c’è, misteriosamente, solo l’Istituto di Previdenza del Settore Marittimo che, appunto, si occupa di “gente di mare” ma anche l’INAIL. Che con il mare, francamente, non ha molto a che fare. Tanto che logica e buon senso vorrebbero che tutto il lavoro subacqueo facesse capo esclusivamente all’IPSEMA, per la sua specificità e la sua specializzazione.

E non solo perché guardando ai subacquei (ivi comprendendo, come è ovvio, palombari e sommozzatori), l’INAIL assicura appena poche centinaia di lavoratori, mentre l’IPSEMA appena poche decine. Con un numero di infortuni che per l’INAIL è stato nel 2005 di 28 casi e per l’IPSEMA, nello stesso anno, solo di uno, e purtroppo mortale per asfissia meccanica. Dati che fanno ipotizzare la esistenza di lavoro sommerso.

Un grande equivoco poi si rileva dalle denunce che, per l’IPSEMA sono relative ai marittimi-sommozzatori imbarcati prevalentemente sul naviglio ausiliario, ma anche sui rimorchiatori e sulle navi da pesca costiera. Appena tre questi ultimi, quasi a far concludere, per esempio, che i pescatori addetti alla pesca del corallo sarebbero insolo altrettanti. Il che è semplicemente ridicolo. E preoccupante.

Ci potrebbero essere dunque lavoratori sommersi, nascosti nelle pieghe del lavoro autonomo e cooperativistico o assolutamente non denunciati. Al di là di quanti, dipendenti dello Stato, svolgono attività subacquee (nelle Capitanerie di Porto, nella Guardia di Finanza, nei Carabinieri). Ma gli infortuni nei quali essi sono incorsi non godono della minima prospettiva di un’opera istituzionale di prevenzione, nonostante i maggiori pericoli che affrontano: in questa casistica di lavoro pubblico, infatti, lo Stato si affida alla “gestione per conto” effettuata dall’INAIL che lo sostituisce, salvi successivi rimborsi, nella erogazione delle prestazioni: troppo poco, invero per assolvere gli obblighi di garantire soprattutto la sicurezza del lavoro, con la necessaria opera di prevenzione.

Al di fuori di queste categorie, ed anche in questo caso solo per fare un esempio, è legittimo interrogarsi su un settore nel quale operano certamente i subacquei: quello della archeologia sommersa, se solo per il progetto Archeomar, e cioè la prima ricerca organica e fruttuosa di reperti sommersi, disposta dal Ministero dei Beni Culturali, sono stati impiegati qualche anno fa cento subacquei.

Oppure -sempre ad iniziativa dello stesso Dicastero e su sollecitazione dell’IPSEMA- si è dato il via alla ricerca subacquee, nella rada di Napoli, dei relitti della flotta borbonica che l’Ammiraglio Nelson dispose, non responsabilmente, nel 1799 che fosse incendiata ed affondata. Anche se in questo caso si è fatto ricorso allo STAS (Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea) guidato dal Dottor Claudio Moccheggiani Carpano, un grande esperto della pubblica amministrazione in materia e che ha dovuto però ricorrere all’intervento dei Carabinieri subacquei: le Direzioni e le Soprintendenze del Ministero non dispongono in organico, e sarebbe ora che ne avessero, di archeologi subacquei: e da qui l’iniziativa legislativa parlamentare dell’on.Calasio che ha opportunamente proposto che il Ministero possa dotarsene.

Del resto l’archeologia subacquea costituisce una eccezionale risorsa identitaria del nostro patrimonio marino, capace di sviluppare economia ed occupazione attraverso iniziative turistiche culturali. Si pensi ad esempio, alla iniziativa del Ministro per i Beni Culturali, on. Francesco Rutelli, di effettuare scavi archeologici subacquei a Miseno, nel comune di Bacoli, dove avevano sede sia la grande flotta imperiale romana che i cantieri.

Lavori che sarebbe bene si comprendesse chi sia destinato ad eseguirli e dai quali il territorio, unico per ambiente, reperti, storia e cultura dei Campi Flegrei, nei quali va già ricompreso il parco archeologico sottomarino di Baia, potrebbe arricchirsi con la scoperta degli affascinanti relitti di antichissime triremi.

Dal convegno del CE.DI FOP. -al quale hanno dato rilevanti contributi di idee i presidenti di Enti ed Associazioni nazionali ed internazionali del settore- potrebbero ora derivare tutti gli elementi utili per definire i contenuti di un proposta normativa in grado di ridurre, se non di eliminare, il lavoro irregolare che si è sinora alimentato del vuoto legislativo. Rispondendo positivamente anche alla tesi sostenuta nel convegno dall’IPSEMA, riguardante lo “status” del lavoratore subacqueo che è sì iscritto allo speciale registro tenuto dalle Capitanerie ma non sembra essere considerato, a tutti gli effetti, un marinaio. Come se la sua attività non costituisse un aspetto specifico di quello più generale del lavoro marittimo e non fosse il mare, per le particolari condizioni ambientali e delle prestazioni lavorative che vi svolgono i subacquei, a dettare le sue severe leggi a chi dunque vi opera.

Con l’obbligo per lo Stato di tenerne ben conto. In termini di prevenzione dei maggiori rischi corsi e di prestazioni adeguate alla necessaria tutela degli eventi qualora, malauguratamente, dovessero verificarsi.


Antonio Parlato
Presidente dell’IPSEMA
Istituto di Previdenza Settore Marittimo

(Articolo pubblicato su Il Denaro del 28 aprile 2007)

 

CEDIFOP news n. 11 - Maggio 2007 - articolo 015

Subacquea e OTS: Una legge necessaria  

(di Nini Radicini)

Determinare le linee guida per un nuovo disegno di legge sul settore della subacquea. E' stato questo il fulcro del convegno "Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche: Le basi per una nuova proposta legislativa", organizzato a Palermo dal Centro Studi C.E.DI FO.P, con il patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, della Regione Siciliana, dell'IPSEMA - Istituto di prevenzione per il settore marittimo, del DETA - Dipartimento di diritto dell'economia, dei trasporti e dell'ambiente della Facoltà di economia dell'Università di Palermo.

L'attività degli Operatori tecnici subaquei (Ots) continua a far riferimento ad un decreto ministeriale del 1979. Le successive proposte di legge, in particolare negli ultimi dieci anni, si sono fermate per mancate convergenze parlamentari, per tempi tecnici non coincidenti con quelli delle varie legislature, e anche per le caratteristiche delle normative presentate. Finora tutte le proposte puntavano a regolare i tre settori della subacqua - professionale, sportivo, ricreativo - in una unica legge (anche l’ultima del dicembre 2006 - proposta di legge n.1394 dell’On. Bellotti). Questo orientamento si è però rivelato infruttuoso e oggi i rappresentanti delle varie organizzazioni concordano che invece ogni settore deve avere una specifica legge.

Il convegno, svoltosi presso la Sala Congressi della Provincia Regionale di Palermo, con la collaborazione degli allievi del Cedifop, ha visto susseguirsi gli interventi di professionisti del settore, personalità istituzionali della Provincia di Palermo e della Regione siciliana, giornalisti. I lavori sono stati aperti da Francesco Mangiaracina, Assessore della Provincia alle politiche di coesione territoriale e promozione delle autonomie locali, che ha sottolineato le potenzialità del capoluogo siciliano nello sviluppo delle attività marittime.

Palermo, il cui nome ellenico Panormos ("tutto porto") è indicativo della natura originaria, insieme con tutta la Sicilia si appresta ad affrontare una sfida decisiva. L'Unione europea ha stabilito che nel 2010 il Mediterraneo diventerà area di libero scambio. In quel momento per gli stati, le regioni, le città che si affacciano sul Mediterraneo inizierà una nuova fase storica. Palermo e la Sicilia hanno l'opportunità di far valere la propria centralità geografica, purché siano in grado di offrire condizioni logistiche e servizi di alto valore aggiunto in tutti i settori marittimi: dal turismo alla marina mercantile alla formazione professionale.

Quest'ultimo settore, citato insieme alla sicurezza e alla legislazione in tutti gli interventi dei relatori, è stato subito affrontato da Achille Ferrero, presidente di CMAS - Confèdèration Mondiale des Activitès Subacquatiques (responsabile per la formazione di subacquei e di istruttori) che ne ha tracciato l'evoluzione, ricordando anche Luigi Ferraro (Quarto dei Mille, 1914 - Genova, 2006), incursore della Regia Marina durante la Seconda guerra mondiale, medaglia d'Oro al Valor Militare, che nel Secondo dopoguerra si impegnò nella promozione dei principi e delle tecniche di immersione nella subacquea civile, di cui è componente essenziale la sicurezza.

E' stato questo un tema che Antonio Parlato, presidente di Ipsema, ha sviluppato all'interno della questione sull'assicurazione per chi svolge attività subacquea. La necessità di maggiori controlli è direttamente proporzionale sia alle tutele per gli operatori, sia alla sicurezza nello svolgimento della professione, sia alle opportunità di lavoro.

Certezza e chiarezza della legge è il punto qualificante del settore nei paesi anglosassoni e del Nord Europa, ha ricordato Giulio Melegari, presidente IDSA - International Diving Schools Association (fondata nel 1982 per la ideazione di parametri professionali validi a livello internazionale), portando ad esempio i testi in materia che fissano parametri ineludibili per operatori e imprenditori nella subacquea professionale. Oltre alla necessità della legislazione, componente rilevante è anche l'autodisciplina individuale, che deriva dalla esperienza.

Il principio della chiarezza della norma vale anche in ambito sportivo e ricreativo; quest'ultimo a volte fatto rientrare in quello sportivo. Gaetano Occhiuzzi, presidente Adisub e vicepresidente RSTC Europe (fondata nel 1994 per eleborare norme standard in ambito di sicurezza del settore ricreativo), ha precisato che si tratta di settori differenti, poiché quello sportivo è da intendersi in senso agonistico. Differente la finalità di quello ricreativo, che negli ultimi anni è cresciuto a seguito dell'interesse turistico verso l'archeologia subacquea.

Precisazione che ha effetto anche sull'oggetto principale: la legislazione. Oggi - ha ricordato Occhiuzzi - in mancanza di specifiche norme nazionali, nell'ambito della subacquea ricreativa vi sono regolamenti che variano da regione a regione, da cui la necessità per le organizzazioni di rappresentanza di cercare equilibri e interpretazioni convergenti.

Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione siciliana, nel corso del suo intervento sulla subacquea scientifica, ha evidenziato che questo settore si prevede crescerà nei prossimi anni a seguito delle nuove linee guida sulla tutela del patrimonio archeologico rinvenuto nei fondali marini. Invece di portare nei musei gli oggetti, si costruiranno infrastrutture museali sottomarine. E' una delle prossime sfide per l'archeologia subacquea, settore in cui la Sovrintendenza siciliana, avendo conseguito risultati notevoli in ambito organizzativo e progettuale, può considerarsi all'avanguardia a livello nazionale.

Nella seconda parte del convegno, interventi di Giorgio Anzil (DFP-Diver Fidelity Project - Italia e della rivista Deep), Eliana Mini per la rivista Subaqva e di Vincenzo Natalè, docente del Cedifop che ha parlato della formazione professionale degli Ots. Dagli interventi è emersa la necessità che tra formazione professionale e lavoro vi siano più automatismi nel riconoscimento delle qualifiche.

Il convegno si è protratto fino al primo pomeriggio, con altri interventi da parte dei relatori e da parte del pubblico, che ha partecipato in modo propositivo ai lavori. Alle conclusioni è apparso chiaro che le personalità presenti concordano sulla necessità che il mondo della subacquea necessita di un quadro normativo articolato nei vari ambiti: ogni settore - professionale, sportivo, ricreativo - dovrebbe avere una propria legislazione.

La preparazione degli operatori, degli imprenditori, dei dirigenti, è già ora fonte di prestigio per l'Italia. Una legislazione chiara e specifica per i vari settori della subacquea consentirebbe di trovare più spazio in ambito internazionale, a beneficio dell'intero sistema produttivo e formativo italiano.

 

CEDIFOP news n. 11 - Maggio 2007 - articolo 014

Una legge per le attività subacquee  

(di Salvatore D'Anna)

Tante anime che si fondono in un’unica voce per chiedere una legge che identifichi e tuteli la categoria degli operatori subacquei. Il 14 aprile il Cedifop, il centro studi diretto da Manos Kouvakis, ha organizzato a Palermo il convegno “Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche - le basi per una nuova proposta legislativa”.

L’incontro, che si è svolto presso il Centro direzionale della Provincia, ha riunito, tra gli altri, molti rappresentanti delle tante categorie che coesistono all’interno dell’affascinante ma complesso mondo delle immersioni subacquee. Sportivi, Ots, palombari, guide, archeologi marini. Uomini e donne che amano il mare, che nelle profondità svolgono ruoli e mansioni diverse. C’è chi ci lavora e così si guadagna da vivere, chi semplicemente si tuffa sott’acqua per diletto. Tutti quanti, però, sono concordi su un punto, che li unisce e li mette d’accordo. In Italia esiste un vuoto legislativo, non c’è una chiara disciplina professionale che dica chi sono gli operatori subacquei e iperbarici e che poi li tuteli, per esempio, in caso di infortuni sul lavoro. Questo vuoto va colmato al più presto, secondo loro.

Da qui il convegno. Un primo, importante passo per stilare la base di un disegno di legge nel settore, un documento rispondente alle esigenze delle diverse categorie di lavoratori subacquei. Per capire l’anarchia che regna nel settore, basti pensare che attualmente essi fanno riferimento a un decreto ministeriale, che risale al 13 gennaio 1979 su “Istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale”, con cui nasceva un apposito registro tenuto dalle Capitanerie di porto. Poi basta. A parte un’integrazione del 1981 (che allargava ai cittadini europei e non più solo a quelli italiani la possibilità di iscriversi al registro), tutto è rimasto immutato, mentre nel resto del mondo i legislatori mettevano ordine al settore con provvedimenti e leggi.

Qualcosa, in realtà, i nostri politici hanno provato a farla. Negli ultimi dieci anni, a partire dal 1997, quattro proposte di legge sono state formulate, ma nessuna ha mai completato l’iter parlamentare e quindi è stata mai approvate. Ma anche questi disegni di legge sembrano insufficienti e inadeguati. L’ultimo in ordine di tempo, il testo unificato della C. 1219 Arrighi e C. 1698 L. Martini del 2005, che in alcune delle sue parti introduceva una grande confusione fra subacquea sportivo-turistica-ricreativa e subacquea professionale lavorativa, soprattutto per quanto concerneva le qualifiche e gli attestati di qualificazione professionale: “Noi riteniamo le attività subacquee turistico-ricreative totalmente separate dalle attività connesse ai ‘lavori’ subacquei - ha detto Gaetano Occhiuzzi, presidente dell’Adisub - I due settori si rivolgono ad un mercato completamente diverso”.

Il vuoto normativo crea una sorta di zona d’ombra in cui si insinuano facilmente fenomeni come quello del lavoro nero. A lamentare ciò non solo i sommozzatori, ma anche Antonio Parlato, presidente dell’Ipsema, che ha espresso tutta la sua preoccupazione: “I dati in nostro possesso - ha spiegato - indicano che troppo spesso chi lavora nelle profondità marine lo fa senza tutela a causa della discontinuità e disorganicità dell’attuale legislazione. Servono norme chiare”. Dello stesso avviso l’ammiraglio Ferdinando Lavaggi, comandante della Capitaneria di porto di Palermo, che ha ammesso le difficoltà operative che ogni giorno incontra: “Servono dei paletti, delle regole certe che ci permettano di concedere con più facilità, ma anche con più rigore, i permessi per le immersioni. Ma servirebbero anche per agevolare i controlli che facciamo per attestare eventuali irregolarità. Apprezzamento al convegno ha espresso l’assessore provinciale per le Politiche di coesione ed autonomie locali, Francesco Mangiaracina, che auspica “un maggior interessamento delle istituzioni a questo tema, vitale per la tutela dei lavoratori”.

 

CEDIFOP news n. 10 - Aprile 2007 - articolo 013

Giovani alla scoperta del mondo degli O.T.S. Nove studenti sardi in visita al Cedifop
I ragazzi a contatto con attrezzature professionali

(di Roberta Cefalia)

 Dalla Sardegna per visitare la sede operativa del Centro studi Cedifop presso il Molo Sammuzzo del porto di Palermo. Sono nove allievi della III D dell’Istituto tecnico nautico “Buccari” di Cagliari che, accompagnati dal professore di metodologia Fernando Magno, hanno partecipato all’incontro sul tema “Operatore tecnico subacqueo: lavoro e sicurezza nelle immersioni professionali”.

I giovani visitatori sono arrivati nella mattinata di domenica 25 marzo e si sono immediatamente recati al Cedifop, dove hanno potuto conoscere da vicino le tecniche e gli strumenti professionali utilizzati dagli Ots, come il casco da sommozzatore Kirby Morgan, alimentato dalla superficie mediante cavi ombelicali e dotato di microfono, e la sorbona, uno strumento che serve a spianare il territorio sott’acqua. Lunedì mattina gli studenti hanno poi assistito ad una esercitazione presso la Capitaneria di Porto, dove hanno visionato la centrale operativa Wts (stazione radio-radar di sicurezza) e, accompagnati dal Nostromo del Porto, Giovanni Fricano, hanno visitato la Stazione Marittima di Palermo e l’intero scalo.

Al termine della loro esperienza palermitana al Cedifop i ragazzi hanno ricevuto un certificato di partecipazione consegnato direttamente da Manos Kouvakis, direttore del Centro studi, che gli consentirà di far valere la loro visita come credito formativo scolastico.

L’idea di visitare il Cedifop è venuta proprio a uno degli allievi della III D, Davide Marongiu, che una volta terminato il proprio corso di studi intende ottenere la qualifica di Ots. “Sono venuto a conoscenza del Cedifop su Internet cercando alla voce Ots. L’incontro di domenica - racconta Davide - mi ha convinto ancora di più a proseguire su questa strada”. E grazie all’incontro “anche noi - sottolinea Riccardo Porceddu, un altro dei ragazzi - siamo venuti a conoscenza di un’opportunità di formazione e di lavoro importante per il futuro.

Questi i nomi degli studenti cagliaritani: Mattia Cocco, Ermes Gessa, Andrea Gianaroli, Roberto Macis, Michele Marci, Davide Marongiu, Demiro Nappi, Davide Nonnis, Riccardo Porceddu.

 

CEDIFOP news n. 9 - Marzo 2007 - articolo 012

Invito

 

CEDIFOP news n. 8 - Febbraio 2007 - articolo 011

Giovedì 8 e Venerdì 9 febbraio Esami Finali per il 2° corso OTS del 2006

(di Roberta Cefalia)

Per gli allievi del centro studi Cedifop è tempo di esami. Dopo 3 mesi di corso i 14 giovani arrivati da tutta Italia per ottenere la qualifica di Operatore Tecnico Subacqueo sono alla loro ultima prova che, una volta superata, consentirà loro di conseguire l’attestato valido per l’iscrizione al Registro Sommozzatori del Ministero dei Trasporti presso le Capitanerie di Porto. In questo modo si ottiene il libretto di ricognizione che permette di lavorare presso le ditte di subacquea. Senza questa qualifica, infatti, non è possibile operare nelle acque portuali e nelle riserve marine, praticare la maricoltura facendo attività professionale da OTS.

L’esame finale si è svolto al Cedifop, presso il Molo Sammuzzo del Porto di Palermo, davanti una commissione nominata da un decreto dall’Assessorato al Lavoro e presieduta dal Funzionario dell’ufficio di gabinetto del medesimo assessorato Sanfratello Salvatore. Era presente in commissione anche il Capitano di Corvetta Raiteri Rodolfo, nominato dalla Capitaneria di Porto in quanto esperto tecnico del settore.“Da quanto ho riscontrato in questi giorni – ha dichiarato il presidente della Commissione Sanfratello – il Cedifop ha lavorato con molta professionalità e oculatezza. Requisiti essenziali nella formazione visto il tipo di lavoro “rischioso” che svolgeranno questi ragazzi”.

Tra l’altro tutti i partecipanti al corso hanno già svolto attività subacquea sia come passione per il mare sia come lavoro. “Queste persone – ha continuato Sanfratello - non hanno necessità di cercare un lavoro perché sono le stesse aziende a cercare delle figure qualificate. Soprattutto le aziende di estrazione petrolifera, in special modo quelle che operano nei cosiddetti paesi emergenti, hanno grande necessità di figure di OTS specializzate". Il giudizio tecnico da parte del Capitano Raiteri è stato altrettanto soddisfacente: “Ho potuto verificare la serietà con cui vengono svolti questi corsi. I ragazzi hanno già una base di esperienza subacquea ma non tecnica lavorativa per cui è stato curato molto l’aspetto della sicurezza per saper tutelare la propria vita e quella dei colleghi. Il lavoro di sommozzatore oggi è disciplinato in maniera che si lavori in team. Per quanto ho potuto vedere come membro di Commissione tecnica dal Cedifop escono ragazzi in gamba che hanno la possibilità di lavorare in quest’ambiente e ciò costituisce un elemento di vanto per la Sicilia, dato che le scuole sub sono pochissime in tutta Italia”.

 

CEDIFOP news n. 8 - Febbraio 2007 - articolo 010

Patrocinio IPSEMA, Assessorato Regionale al Turismo e della Provincia Regionale di Palermo per il convegno di marzo

Si svolgerà a Palermo, Sabato 14 Aprile 2007 sul tema "Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche - le basi per una nuova proposta legislativa", l'obiettivo principale del Convegno è quello di stilare un documento che possa fungere da base per formulare una proposta legislativa, riguardante il settore della subacquea professionale e, in particolare i sommozzatori. Fra i primi a dare il loro patrocinio è l'Assessorato al Turismo - Regione Sicilia; la Provincia Regionale di Palermo - Assessorato alle Politiche di Coesione Territoriale ed Autonomie Locali; e l'IPSEMA (Istituto di Previdenza per il settore Marittimo).

Continua, inoltre, la raccolta delle adesioni di quanti in rappresentanza di Enti, Associazioni, Imprese, Ditte ed Organizzazioni, sono interessati ad intervenire. Fra i partecipanti Enti Locali, Capitanerie di Porto, Autorità Portuali, Istituzioni, Ditte di lavori subacquei e Organizzazioni private, interessati all'argomento. Chiunque voglia aderire all'iniziativa, può mandare la sua adesione all'indirizzo cedifop@cedifop.it, o contattare il CEDIFOP ai numeri telefonici 338 3756051 - 091 426935.

 

CEDIFOP news n. 8 - Febbraio 2007 - articolo 009

Tavola rotonda in tema di OTS a Lerici (La Spezia)

Giorno 06/02/2007 ha avuto luogo la riunione, presso la sede HydroCAT – Centro di Formazione Tiresia – via Matteotti, 61 – Bellavista – a Lerici (La Spezia), alla quale hanno partecipato:

Nella foto, da sinistra: Luca Gatti (HydroCAT-ANPS), Manos Kouvakis (Cedifop), Riccardo Cattaneo (HydroCAT), Ignazio De Judicibus, (DOWC) – Franco Lamenza, (Geo Survey Offshore), Eliana Mini, (SubAqua), Giulio E. Melegari presidente IDSA, Ornella Gattei (DOWC), Zuurbier Stendert e Alberto Gasparin (Palumbarus), Marcello Vinciguerra (Hydra Sport Poseidon)

Durante la riunione, si è discusso, tra l’altro:
- dell’eventuale passaggio del Centro Studi CEDIFOP dall’attuale posizione di "Affiliate Members IDSA" a "Full Members IDSA".
- del Convegno che avrà luogo a Palermo, il 14 Aprile 2007, sul tema “Disciplina delle attività subacquee ed iperbariche”.
- delle problematiche della professione O.T.S.

 

CEDIFOP news n. 7 - Gennaio 2007 - articolo 008

L’esercitazione dei sommozzatori rientrava nell’International Cleanup Day.

Gli studenti del Cedifop bonificano i fondali.  
I sub OTS hanno recuperato tonnellate di rottami nel porto di Palermo

(di Salvatore D'Anna)

A caccia di rottami e ferraglia nelle acque del porto di Palermo. I quattordici allievi che partecipano al corso per operatore tecnico subacqueo, organizzato dal Centro Studi Cedifop, diretto da Manos Kouvakis, il 20 e il 21 dicembre scorsi hanno passato al setaccio lo spazio antistante i moli Vittorio Veneto e Sammuzzo dello scalo palermitano.

Due parabordi per la protezione delle navi dal peso di oltre 900 chilogrammi ciascuno, e poi svariate lastre di ferro corrose dall’acqua marina, transenne in acciaio, pneumatici, tubi innocenti. E’ il bottino finale di due giorni di lavoro, nel quale gli aspiranti sommozzatori sono stati guidati dal gruppo di docenti che li ha seguiti durante il corso, cominciato nel mese di settembre. Gli uomini sono stati divisi in due squadre, ciascuna composta da sette elementi, tra chi materialmente scendeva in acqua, chi invece si occupava di gestire le comunicazioni con gli operatori sul fondo e chi, infine, era impegnato nella cura dei cavi che forniscono aria ai subacquei.

Per la due giorni di immersioni, inserite nel progetto europeo AWARE chiamato “CleanUp Day - Pulizia fondali Porto di Palermo”, divulgato dalla Project AWARE Foundation, gli allievi OTS hanno utilizzato moderne apparecchiature professionali come il casco Kirby Morgan ad alimentazione ombelicale che, oltre a proteggere la testa dell’operatore da eventuali urti, gli permette di respirare senza erogatore e di comunicare con la superficie tramite un canale radio, e il R.O.V. Phantom Hd, un robot subacqueo a due motori radiocomandato, al quale è fissata una telecamera per il monitoraggio dei fondali. Una volta individuati i rottami da prelevare, i sommozzatori li hanno portati in superficie grazie a dei palloni di sollevamento. Tutto il materiale rinvenuto è poi stato consegnato all’Amia per lo smaltimento. Tra le personalità presenti all’evento, anche gli assessori provinciali alla Coesione territoriale, Francesco Mangiaracina, e quello al Personale, Giuseppe Prestigiacomo, e il capitano di vascello Salvatore Valastro, in rappresentanza della Capitaneria di porto di Palermo.